Educazione di base

Il sempre maggiore il numero di cani che vengono accolti nelle nostre famiglie e la relazione sempre più strettamente affettiva che lega i proprietari ai propri cani richiedono un momento di riflessione per comprendere se, a fronte di questo nuovo legame, ci sia da parte di tutti i proprietari la consapevolezza di cosa significa "avere un cane" e se riescano a "mettersi nei suoi panni" e vedere le cose come potrebbe fare il nostro fedele amico.

Questa impostazione non è, ovviamente, fine a se stessa: se ben interpretata, serve a mettere il proprietario in condizioni di educare il proprio cane e di renderlo quindi gestibile nella totalità delle situazioni sociali nelle quali si viene a trovare.

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Il risultato si concretizza in una serie di benefici effettivi anche per il cane:

  • non dovrà essere più lasciato solo quando ci si incontra con amici perché il cane saprà stare tranquillo in compagnia del proprio proprietario
  • potrà essere portato in mezzo ad altri cani, senza che la cosa determini problemi, perché si avrà la possibilità di controllarlo ed il cane sarà in grado di ubbidire con entusiasmo e felicità
  • sfruttando il legame che si va a costruire e rafforzare, potranno essere affrontate insieme (cane + conduttore) discipline sportive cinofile che, oltre a divertire ed entusiasmare l'uomo, sono fonte di soddisfazione, gratificazione e stabilità psico-fisica anche per il cane

In questa sezione del sito, tenteremo di trasferire ai nostri visitatori le prime basi fondamentali per conseguire un miglioramento del rapporto con il proprio cane, tramite un processo di educazione dell'animale.

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Per educazione si intende il processo attraverso il quale il cane apprende le regole di comportamento necessarie per convivere con i proprietari, un buon inserimento nella società umana e un perfetto adattamento alle varie situazioni di vita.

L'obbiettivo di un corso di educazione è quello di insegnare ai proprietari a gestire il comportamento del loro cane, il proprietario impara ad ottenere comunicazione, intesa e cooperazione e ad evitare che insorgano comportamenti indesiderati.

Pertanto, in questo contesto, educazione significa gestione e controllo dei comportamenti del cane.

Per raggiungere questo scopo, bisogna considerare approfonditamente i tre aspetti fondamentali della costruzione del rapporto cane/proprietario:

  • 1. la relazione affettiva
  • 2. la relazione gerarchica
  • 3. gli insegnamenti degli esercizi di obbedienza


1. La relazione affettiva

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Spesso, nel parlare di relazione affettiva tra padroni e cani, si corre il rischio di urtare la sensibilità del proprietario che crede di aver instaurato un "buon" rapporto affettivo.

Purtroppo, però, molte volte tale rapporto si basa su incomprensioni e sull'eccessiva antropomorfizzazione delle azioni e reazioni del cane; oppure è troppo sterile e manca quasi completamente di comunicazione e intenso legame.

Il buon rapporto con il proprio cane si basa su un tipo di relazione affettiva sana ed equilibrata, ed risulta ottimale quando si tiene conto delle caratteristiche di razza, delle sue predisposizioni caratteriali e dell'età del cane. Mentre possiamo essere molto "sdolcinati" con un cucciolo di 2/3 mesi, dobbiamo avere un comportamento più "maturo" quando il cane diventa adulto. Per atteggiamento maturo si intende essere in grado di comunicare al cane saggezza, fiducia, guida. Il Proprietario indica la via al proprio fedele amico ed è foriero di proposte ed iniziative piacevoli. E' il proprietario che deve detenere il "potere di decisione" e ciò deve avvenire con naturalezza e fluidità.

Eccessi di espressioni affettive, esagerati contatti errati possono causare iperattaccamento e dipendenza, bloccando i processi di sviluppo comportamentale al livello di dipendenza del cucciolo dalla madre. E' necessario ricordare che la base patogenetica dell'ansia da separazione è l'iperattaccamento. L'ansia da separazione porta i cani a non saper gestire convenientemente la dipartita temporanea del soggetto di dipendenza affettiva. Il cane in assenza del proprietario, non riesce a gestire la sfera emozionale e può diventare distruttivo, abbaiatore, finanche autolesionista. L'ansia da separazione colpisce attualmente il 30% dei cani italiani.

In questo caso, il cane avrà problemi a sviluppare comportamenti autonomi, avrà difficoltà di adattamento e non vorrà mai restare solo in quanto esclusivamente in presenza del proprietario (surrogato della madre) si sentirà al sicuro.

L'eccesso contrario, caratterizzato da mancanza totale di affetto, è altrettanto dannoso, in quanto il cane ha bisogno di relazioni affettive con i membri del proprio branco per costruire una buona organizzazione sociale.

Come spesso accade, la cosa migliore è una via di mezzo tra le due posizioni estreme: tutti i componenti della famiglia devono dimostrare il loro affetto nei confronti del cane, in modo equilibrato, nel rispetto della dignità dell'individuo di specie canina.


2. La relazione gerarchica

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Quando il cane entra in una famiglia, entra in effetti in un gruppo sociale che ha le stesse caratteristiche di un "branco". Il fedele amico, non considera l'uomo un cane a due zampe e senza pelo, così l'uomo non dovrebbe considerare il cane un uomo a quattro zampe con il pelo.

Con i vari membri di questo strano branco, inizierà a comunicare in modo da affermare la propria posizione gerarchica, seguendo la sua predisposizione naturale a sviluppare più o meno dominanza. 

E' possibile ottenere la giusta relazione con il cane osservando l'esecuzione di alcuni esercizi per la leadership:

  • Date da mangiare al cane dopo di voi: in natura il capo branco mangia per primo
  • Quando attraversate una soglia, suggerite di stare dietro di voi: in natura il capo branco precede gli altri e si prende la responsabilità dell'esplorazione del territorio
  • Impedite di occupare i posti più elevati della casa (letto, divani, poltrone, ecc.): in natura è il capo branco che sceglie i posto dove collocare il proprio gaciglio
  • Mantenete sempre voi l'iniziativa dei comportamenti: in natura il capo branco decide 
  • Non premiatelo mai gratuitamente. Il premio deve è uno strumento didattico
  • Insegnate gli esercizi di obbedienza di base
  • Non dimostrate mai insicurezze sul da farsi nei suoi confronti, siate dei buoni capi con coerenza e rispetto della sua natura


3. Gli esercizi di obbedienza

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Questo argomento è essenzialmente pratico e mira all'insegnamento dei seguenti esercizi di base:

  • cane fermo vicino al padrone
  • l'attenzione ("ATTENTO")
  • la condotta al guinzaglio, cane a sinistra ("AL PIEDE") e a destra ("AL POSTO")
  • le posizioni di seduto ("SEDUTO"), a terra ("TERRA"), in piedi ("ALT, IN PIEDI")
  • il fermo sul posto posizione seduto ("SEDUTO-RESTA") e terra ("TERRA-RESTA")
  • il richiamo ("VIENI")
  • il riporto (APORT)
  • il salto (HOP)

Questi esercizi possono essere considerati sufficienti per una buona educazione.

Volendo, si può aumentare la qualità del livello di educazione, insegnando esercizi di obbedienza avanzata.

Gli esercizi dovrebbero essere praticati da tutti i componenti della famiglia, in modo da ottenere gli stessi risultati nel rapporto fra il cane e tutti i proprietari.


PRINCIPALI METODI DI ISTRUZIONE DEGLI ESERCIZI DI OBBEDIENZA

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Il nostro obbiettivo è quello di imparare a controllare il comportamento del nostro cane che sembra svilupparsi in modo autonomo.

Spesso quando il proprietario di un cane si rivolge a professionisti dell'educazione cinofila è perché il cane agisce come vuole e i tentativi di ottenere un comportamento più idoneo alle esigenze del proprietario stesso non danno risultati.

L'obbedienza di base serve al cane per sviluppare strumenti di controllo che consentano di vivere in sicurezza la relazione cittadina con il proprio compagno umano.

In realtà, i comportamenti del cane non sono determinati da decisioni autonome, ma da regole naturali quali le caratteristiche innate di predisposizione di specie, caratteristiche innate di presisposizione individuale dette anche variabili interne (ad esempio, condizioni psicologiche e fisiologiche, stato ormonale, organismo, ecc.), nonché da variabili esterne che non sono caratteristiche innate ma acquisite, quali l'influsso ambientale nel quale il cane è inserito e il tipo di socializzazione con animali della stessa specie (cospecifico) e con animali di specie diverse (interspecifico), in generale con l'uomo e, in particolare, con i membri della famiglia in cui vive.

Queste variabili esterne influenzano moltissimo il normale sviluppo comportamentale del cane e, a volte, possono addirittura alterarne il processo in modo tale da provocare degli stati patologici di anomalia comportamentale.

Per questa ragione, è molto importante intraprendere una relazione corretta, tale da aiutare il cane a "costruire" quel normale sviluppo previsto dalle caratteristiche naturali della specie ed individuali. In questo modo il cane svilupperà un buon equilibrio psicofisico e potrà adattarsi correttamente alle esigenze del proprietario e della società.

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Per insegnare ad un cane gli esercizi di obbedienza, ci sono molti metodi. Le differenze fra i vari metodi dipendono sia dai principi da cui deriva la loro ideazione, sia dalla tipologia della scuola di addestramento in cui vengono applicati. Nella loro applicazione si notano anche delle differenze di carattere personale, dovute allo stile ed alla professionalità dell'istruttore, maturati con gli anni di esperienza e di pratica. Per l'addestramento dei cani si usano essenzialmente i Metodi donati dalla Scienza comportamentale e si basano su processi associativi studiati da Pavlov (Metodo Classico) o Skinner (metodo Operante).

Tuttavia è molto importante considerare la netta distinzione tra due metodi di base diametralmente opposti.

Metodo basato sulla costrizione

Prevede l'imposizione con la forza. Questo metodo non è più condivisibile in quanto sorpassato, spesso brutale e comunque non adatto alla natura del rapporto uomo/cane che dovrebbe basarsi su criteri positivi di amore e rispetto dei ruoli reciproci. Il cane modella il suo comportamento nel tentativo di evitare spiacevolezze.

Metodo basato sulla motivazione

E' il metodo da preferire. Il cane esegue l'esercizio perché motivato dal far piacere a se stesso e pertanto instaura un rapporto positivo con il proprio padrone, coinvolgente e soprattutto mai conflittuale. Il cane modella il suo comportamento per l'ambizione di gratificazioni che desidera ricevere.

Per applicare correttamente questo metodo, che prevede un apprendimento basato sul piacere di eseguire l'esercizio, bisogna conoscere e praticare il seguente schema operativo, ogni volta che si vuole ottenere dal cane un determinato comportamento.

Questo principio è valido sia per insegnare esercizi "semplici" che per insegnare esercizi anche "molto complessi".

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SCHEMA OPERATIVO

Motivazione

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E' il principio su cui si basa il metodo. Dobbiamo creare una motivazione molto forte per ottenere dal cane un rapido apprendimento del comportamento desiderato. Possiamo provocare una grande motivazione instaurando nel cane il desiderio di ricevere una ricompensa. In pratica, bisogna fargli capire che, se adotta il comportamento desiderato, avrà di conseguenza una forte gratifica.

Attenzione

E' il punto di partenza per effettuare qualsiasi comunicazione. Il cane deve rivolgere la propria attenzione al proprietario, per poter recepire i suoi messaggi.

Stimolo / Azione

E' necessario produrre uno stimolo che provochi nel cane l'azione corrispondente all'esercizio richiesto.

Ad ogni stimolo sarà associato un comando vocale (stimolo secondario) in modo che, dopo parecchie ripetizioni, il solo comando vocale sarà sufficiente ad evocare il comportamento desiderato.

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Rinforzo positivo (PREMIO)

Bisogna premiare il cane appena ha eseguito l'esercizio, così sarà contento di averlo eseguito e si rinforzerà la possibilità che lo ripeta quando si ripresenteranno le stesse condizioni di richiesta (condizionamento).

I premi sono costituiti da voce gentile, carezze, bocconcini, gioco.

Fasi dell'istruzione

Perché l'istruzione di un esercizio sia efficace e durevole nel tempo, dobbiamo considerare le due fasi che la compongono.

Fase di apprendimento

E' la prima fase dell'istruzione: prevede l'insegnamento dell'esercizio. Si pratica utilizzando una tecnica di comunicazione tale da ottenere il comportamento desiderato. Il cane dovrà dimostrarci di avere appreso l'esercizio esibendo il comportamento desiderato immediatamente, in seguito alla nostra richiesta.

Fase di approfondimento

Per approfondimento si intende sia il perfezionamento dell'esecuzione degli esercizi (maggiore precisione e velocità) sia il rafforzamento della memoria dei comportamenti.

Questa fase si pratica con la ripetizione degli esercizi (allenamento).

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