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Con Tail Chaseing si definisce uno stereotipo di comportamento che riguarda l'inseguimento della propria coda, espresso con atteggiamenti ripetitivi compiuti con continuità e con sequenze determinate.
Il Tail Chaseing è espresso dal cane con movimenti circolari tesi alla cattura della propria coda. Questo comportamento denota una situazione di stress profondo, ed il cane che lo dimostra cerca di "scaricare" sulla zona caudale il suo stato di tensione emotiva.
Molti soggetti si fissano nell'espressione di questo comportamento e continuano insistentemente a "girare" su se stessi.
Nell'analisi del Tail Chaseing e nelle visite all'ambiente dove il soggetto vive, si rilevano sul terreno "ghirigori" concentrici, segni evidenti del movimento circolare esibito dal cane.
Molto spesso, il soggetto affetto da Tail Chaseing rileva sul terreno anfore poste in giardino, vasi per fiori, alberi ed inizia il movimento rotatorio continuo intorno a questi oggetti, per concludere interessandosi alle proprie vertebre caudali.
Questo movimento rotatorio è espresso maggiormente verso un determinato senso, orario o antiorario. La scelta della direzione è ricollegabile ad un "vizio", il cui innesco è spesso causato dall'inseguimento di vetture o motocicli dietro recinzioni, con improbabile cattura della "preda che fugge".
I soggetti che vivono nelle immediate vicinanze di strade trafficate, che sono sottoposti a continui impatti visivi di passaggio veloce degli automezzi, inseguono i veicoli, come se fossero prede, finché giungono al termine della recinzione e sul limite massimo, iniziano ad esprimere Tail Chaseing.
Vi sono alcuni cani che sono predisposti geneticamente all'espressione di questo comportamento. Normalmente nel loro patrimonio caratteriale, di doti e carenze, spicca un grande istinto predatorio. Inoltre si rileva una predisposizione innata all'ipercinesia.
E' bene considerare che queste espressioni possono avere inneschi causati da stress continuo vissuto quotidianamente.
La noia e la poca condivisione di momenti divertenti e piacevoli con i membri della famiglia possono condurre il cane a "scaricare" l'energia in esubero in questo stereotipo comportamentale che, in alcuni soggetti, conduce ad espressioni maniacali.
Molto spesso, i cani che esprimono Tail Chaseing mostrano ferite e piaghe nella zona della coda che spesso mostra infezioni purulente.
Per tentare di risolvere questo problema, che spesso angoscia i proprietari (è triste vedere continuamente il proprio cane che continua insistentemente ad inseguirsi la coda in giardino), è necessario agire contemporaneamente sulla causa (motivazioni d'innesco) e sugli effetti (espressioni comportamentali).
Il primo intervento va applicato sul controllo dello stato della coda da parte del medico Veterinario. Togliere eventuali cause di dolore è importante.
Il secondo intervento va orientato verso il controllo della razione alimentare. Molto spesso, i cani affetti da Tail Chaseing sono alimentati con diete ipercaloriche, che apportano al soggetto grandi quantità di energia. Quando al cane non è data la possibilità di dissipare tal energia in esubero (condizioni di vita sedentaria), è molto probabile che "scarichi" energia impegnandosi in pratiche come distruttismo, automutilatismo, Tail Chaseing, ecc. Il controllo della razione quotidiana dovrebbe prevedere il calcolo dell'energia apportata valutando stato di crescita del cane, attività motoria giornaliera, condizioni atmosferiche (basse o alte temperature).
Il cane "brucia" energia, per crescere (periodo d'accrescimento), per termoregolamentarsi (mesi freddi, temperature rigide) e per sviluppare attività motoria.
Aumentare l'attività fisica del cane affetto da Tail Chaseing è decisivo. E' buona regola coinvolgere giornalmente il cane in attività dinamica finalizzata. Il tutto deve prevedere il coinvolgimento reciproco di cane e padrone. Giocare ad esempio con due palline e stimolare il cane all'inseguimento del suo "target" e fare in modo che provveda alla cattura ed al possesso, da beneficio per due motivi: sviluppo d'autostima del cane, momento di cooperazione attiva con il Proprietario.
L'attività cinofilo-sportiva dell'Agility ha aiutato molti cani, affetti da Tail Chaseing, a risolvere il loro problema. L'attivazione mentale si presta come supporto. Nascondere sotto ad un birillo l'ambita gratificazione del cane e lasciare che, guidato olfattivamente, risolva il problema. La perlustrazione del terreno, la pista sportiva e la ricerca del Proprietario nel bosco sono ottime attività di coinvolgimento.
Per la risoluzione del problema Tail Chaseing è importante precludere, per un periodo di almeno un mese, la possibilità di ricevere impatti visivi di transito e fuga veloce di veicoli o quant'altro sia di stimolo scatenante per il cane. La variazione ambientale può dare esiti positivi.
Per trattare le espressioni di Tail Chaseing (effetti) è importante dare un tempestivo break alla pratica comportamentale, applicando uno stimolo distraente, come ad esempio un forte rumore oppure applicare al collo del cane il collare a soffio di citronella ed agire con tempismo. Bloccato il cane (notare il suo stupore) si deve provvedere dopo pochi attimi, a coinvolgere il soggetto in qualche attività di tipo sostitutivo, proponendo un impegno (gioco).
Molto spesso le lacerazioni d'automutilatismo causate dal Tail Chaseing inducono dolore e fastidio al soggetto in osservazione. E' buona regola che il Veterinario si occupi del trattamento antisettico, cicatrizzante ed antidolorifico delle ferite. Tutto ciò concorrerà a far "dimenticare" al cane la propria coda.
Nei casi recidivanti e nelle espressioni molto radicate, è possibile l'applicazione di farmaci, dispensati al cane sotto stretto controllo veterinario. La farmacologia, di cui attualmente si dispone, ha raggiunto un buon grado di selettività; pertanto se necessario, è logico "aiutare" il cane con trattamenti farmacologici abbinati a terapia comportamentale. Ritengo opportuno suggerire interventi rapidi e tempestivi. Quando il Proprietario si accorge "di quello strano movimento circolare" deve intervenire convenientemente e non rimandare. E' giusto agire nei primi momenti senza lasciare che il "vizio" possa radicarsi.
In molte forme compulsive, il soggetto che esprime Tail Chaseing "scarica" stress con questi movimenti convulsi e se non s'interviene fin dalle prime espressioni, si può avere un incremento della pratica.
Gestire il cane con calma, tranquillità ed equilibrio diventa importante. E' da bandire ogni forma di punizione. E' bene ricordare che l'espressione del Tail Chaseing è sintomatica di tensione emotiva. Pensare di punire espressioni dettate da fattori emotivi è controproducente.