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E qui comando io... e questa è casa mia!

Una delle caratteristiche pregnanti di un buon cane da guardia è rappresentata dalla territorialità.

Con questo termine s'identificano una serie di comportamenti che molti cani esprimono nella difesa attiva di un'area.

Un cane selezionato, o predisposto allo sviluppo di territorialità, identifica come propria l'area in cui vive e la difende attivamente da estranei.

La difesa attiva del territorio è spesso indirizzata in natura verso cospecifici, cioè soggetti appartenenti alla stessa specie. Generalmente queste interazioni di rituale aggressivo sono rivolte ai propri simili o ad individui con i quali entrano in gioco competizioni per lo sfruttamento delle medesime risorse.

I cani rinselvatichiti che vivono in zone sub urbane depresse, oppure i branchi di lupi, difendono aree specifiche dall'intrusione d'individui cospecifici, ciò preserva il cibo disponibile, il ricovero ed i luoghi di riproduzione.

La difesa attiva del territorio è spesso condotta da più soggetti appartenenti alla stessa specie. Tutto ciò crea strette forme di cooperazione ed accentua la dipendenza affettiva tra i soggetti che agiscono in simbiosi.

Nell'attività di difesa di un territorio, è spesso la femmina che ha funzioni d'innesco reattivo. Gli studiosi pensano che ciò sia ricollegabile ad un innato "senso materno" che rende la femmina del gruppo maggiormente vigile. La difesa più ardita e determinata è condotta generalmente dal maschio dominante che si assume la responsabilità dell'allontanamento dell'intruso.

L'inserimento del cane nell'ambiente domestico dell'uomo ha condotto all'accrescimento d'osservazioni comportamentali tese a definire la territorialità interspecifica, in pratica la difesa attiva del territorio rivolta ad individui appartenenti a specie diverse.

E' oggigiorno normale osservare un cane che abbaia dietro una recinzione nei confronti di una persona sconosciuta.

Analizzando con precisione, ciò non dovrebbe avvenire, perché l'uomo non dovrebbe essere individuato dal cane come un competitore per le risorse disponibili. Determinate situazioni ambientali condizionano i comportamenti. La difesa dello spazio può quindi essere estesa, anche nei confronti d'individui appartenenti a specie diversa da quella che detiene "il dominio" sulla zona.

La territorialità e la difesa attiva del territorio anche nei confronti di soggetti appartenenti a specie diverse si esprimono soprattutto quando si attiva una competizione tra individui interpecifici, e tutto avviene nel medesimo ambiente.

A questo proposito giocano un ruolo importante le necessità e le esigenze che fanno parte della routine giornaliera. Quando le esigenze del cane diventano molto simili a quelle dell'uomo, si avrà un'accentuazione dei fenomeni di competizione, con conseguente aumento della territorialità.

L'azione zootecnica degli allevatori ha "fissato" in certe razze una vera e propria attitudine alla territorialità. Le razze selezionate con criteri di guardia hanno espressioni naturali ed innate di difesa attiva del territorio. La guardia e lo sviluppo della vigilanza su di un territorio, è diventata per cani come il Dobermann, il Rottweiler, il Pastore Tedesco, il Boxer ecc, una vera e propria "memoria di razza", tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, dai genitori ai figli.

Un buon cane da guardia giunto all'età di quindici mesi dovrebbe coniugare la vigilanza sul territorio ad una lieve riservatezza nei confronti dell'estraneo. Nel cane in crescita, vale a dire quando si conclude il periodo infantile, decresce la dipendenza affettiva ed aumenta la diffidenza. Tutto ciò porta naturalmente certi soggetti ad iniziare la difesa attiva del territorio.

Il buon rapporto intercorrente tra cane e Proprietario e lo sviluppo del controllo sul fedele amico possono condurre ad una gentile accoglienza dell'avventore che, entrato nell'area difesa dal cane, deve essere accettato benevolmente dal fedele guardiano.

Un buon cane da guardia deve quindi essere equilibrato ed avere grandi capacità interpretative della situazione. Ciò consente di riflettere sul fatto che un cane dotato possa avere la capacità di "capire" se sono messe in pericolo risorse reputate importanti (il proprietario, il cibo, il giaciglio, l'autodifesa, ecc.) oppure se nulla è messo a repentaglio.

Il fedele guardiano potrà così intimorire il malintenzionato ed accogliere gli amici di famiglia, dimostrando di essere sempre all'altezza della situazione.