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Osservando i cuccioli

L'analisi dei dati che riporto in questo mio scritto è tratta dall'osservazione della cucciolata di Border Collie, nata presso la mia residenza.

Questi dati sono tratti dalle riprese filmate, organizzate da telecamera fissa applicata all'interno della sala parto e dall'osservazione diretta della cucciolata. La visione successiva delle immagini e la trascrizione dei dati ha consentito un'analisi precisa e meticolosa, e da questo è nato il mio lavoro.

L'attività principale sviluppata dai piccoli in età neonatale è rappresentata dal sonno.

I cuccioli, durante l'arco della giornata, dormono per il 90% del tempo. Nelle ore di sonno, i piccoli emettono dei pigolii da considerare veri e propri vocalizzi.

Durante il sonno, i cuccioli presentano stabilmente movimenti dei muscoli facciali, delle orecchie e delle labbra. Compaiono lievi tremori degli arti e del tronco, così come sono interessati i muscoli pellicciai del vello.

Il tempo in cui i cuccioli sono svegli è quasi completamente occupato dagli aspetti di nutrizione. Le poppate si presentano in modo regolare, ogni tre/quattro ore.

I piccoli vanno alla spontanea ricerca di una zona calda (la nascita di questa cucciolata analizzata è avvenuta il 26 Gennaio 2000) rappresentata dal range di copertura della lampada ad infrarossi, si ammucchiano l'uno sull'altro e queste stimolazioni di contatto giocano probabilmente un ruolo importante per ciò che riguarda la definizione e la maturazione sensoriale.

Nel periodo neonatale, i cuccioli mostrano di non tollerare alcuna costrizione di tipo fisico. Chi alleva, se delicatamente trattiene il cucciolo tra le mani, potrà notare una sua reazione spontanea, probabilmente preprogrammata, d'evitamento. In alcuni casi, se l'Allevatore trattiene il cane e lo induce con lieve forzatura ai capezzoli della madre, si può notare una risposta di spinta verso l'alto del cucciolo, che non si attacca al seno della madre.

Le poppate sono vissute dall'intera cucciolata con iniziale agitazione ed emozione. Si notano movimenti striscianti senza apparente identificazione della meta. Questi movimenti sono accompagnati da guaiti striduli. Le movenze strascicate a pendolo, conducono il cucciolo a toccare con il muso il corpo della madre: a quel punto si nota un arresto, ed un successivo immediato movimento verso il corpo incontrato, con il potenziale esito del reperimento dell'ambito capezzolo.

Questo tipo d'attività è denominato "riflesso di ricerca del capezzolo", caratteristica di pertinenza dell'innato.

L'orientamento del cucciolo verso la mammella della madre è favorito dalla percezione di differenti gradienti di temperatura. L'individuazione della mammella conduce il cucciolo ad attivare i propri arti anteriori ed a massaggiare, con movimenti alternati, la mammella individuata. La compressione dell'organo mammario conduce all'emissione del latte.

Lo stretto contatto attivato tra capezzolo della madre e labbra del cucciolo provoca un potente gesto di suzione, veramente energico, se si pensa espresso da un corpicino così piccolo. Il gesto di suzione corrisponde ad un movimento labiale involontario, conosciuto come uno dei riflessi primari.

Il capezzolo scelto dal cucciolo in queste fasi è assolutamente casuale; in tempi successivi, la scelta potrà cadere sui capezzoli del basso ventre della madre, normalmente più abbondanti in quanto a latte dispensato.

Lo sviluppo motorio, in questo periodo, è caratterizzato dall'andamento dello strisciare. Dalla nascita al quinto giorno di età, si articola la fase di flessione, così chiamata perché vi è un predominante sviluppo dei muscoli flessori. Solo verso il decimo giorno dalla nascita, gli arti anteriori acquisiscono tono muscolare e consentono al piccolo di reggere il proprio peso nell'avantreno del corpo. Questa condizione conduce il cucciolo a trascinare il retrotreno che pare inerme perché i muscoli degli arti posteriori non hanno ancora la capacità di reggere il peso del corpo.

Dal quinto giorno al diciottesimo giorno di età, si articola la fase denominata di estensione, dove si ha una predominanza dello sviluppo dei muscoli estensori.

L'autonomia motoria è acquisita dai cuccioli tra il quindicesimo ed il diciottesimo giorno dalla nascita.

Tutti i cuccioli vivono a stretto contatto fisico, sono addossati l'uno all'altro, e se per caso uno dei piccoli perde il contatto con la cucciolata inizia una serie di vocalizzi striduli tesi al ricongiungimento con i fratelli. Il cucciolo isolato presenta uno stato di agitazione molto marcato, che si placa esclusivamente con il riavvicinamento alla cucciolata.

Questi lamenti conducono la madre a favorire al cucciolo isolato l'individuazione del gruppo.

Nel periodo neonatale la madre è sicuramente spossata dalla fatica del parto, perciò rimane lungamente a stretto contatto con i cuccioli, anche per necessità di riposo. Tuttavia, si può notare una certa soddisfazione che accompagna la fattrice nel rimanere lungamente a disposizione dei suoi piccoli.

In questo periodo, si rende concreto l'attaccamento della madre ai cuccioli, vera e propria dipendenza affettiva, certificata dalla necessità di contatto che la madre mostra.

L'osservazione conduce a rilevare che, se si obbliga la madre a rimanere distante dai suoi piccoli o se si limita il contatto tra loro, la fattrice esprime disagio e segnali di profonda privazione.

A questo proposito è bene rilevare che, a questo livello di sviluppo dei cuccioli, la dipendenza affettiva specifica caratterizza maggiormente la madre e non i cuccioli. E' dal momento della nascita al dodicesimo giorno di vita dei cuccioli che si sviluppa l'attaccamento della madre ai sui piccoli. Solo il contatto con la sua prole calma la madre, mentre i cuccioli potrebbero essere allattati da un qualsiasi corpo caldo che emette latte.

Una puerpera, ad esempio, nel periodo neonatale potrebbe soddisfare a pieno le esigenze dei cuccioli. Solo più avanti nel tempo, nel periodo di transizione, tra il sedicesimo ed il ventunesimo giorno dalla nascita, la relazione tra madre e cuccioli ed il legame di dipendenza affettiva si rende concreto. Perché ciò avvenga, è necessario che i piccoli abbiano definito completamente le loro capacità percettivo-sensorie.

Verso il quindicesimo giorno dalla nascita, la madre, gradatamente, riduce il suo contatto fisico con i cuccioli. Ciò crea una palese agitazione all'interno della cucciolata. Si notano movimenti convulsi ed agitati, lievi guaiti di lamento, poi i cuccioli si riuniscono nel contatto, trovano pace e tornano a dormire.

E' tra il sedicesimo giorno ed il diciottesimo che hanno inizio una serie di vocalizzi e suoni più complessi ed articolati. Quando la madre fa ritorno all'interno della cucciolata, i piccoli sono presi da forsennata agitazione. Il loro cambiamento umorale è vistosamente sostenuto dal vorticoso dimenare della coda e dai movimenti che sono pregni d'emozione ed eccitazione. I cuccioli cercano i seni per alimentarsi.

Fin dalla nascita i cuccioli dispongono dell'orientamento tattile, del riflesso di ricerca del capezzolo e del riflesso labiale positivo. La madre allatta i suoi piccoli e ben si dispone verso di loro: essa si distende e passivamente lascia che i suoi cuccioli si attacchino ai seni. Verso il termine della seduta alimentare, la madre diventa attiva ed inizia a pulire i cuccioli, rigirandoli in modo energico e leccando la zona perineale. Quest'attività stimola nei piccoli l'emissione di feci ed urine. Questo riflesso primario è chiamato riflesso perineale. La madre spontaneamente ingerisce deiezioni e minzioni dei piccoli, mantenendo pulita la zona dove gravita la cucciolata. Questa azione involontaria è presente nei cuccioli fin dalla nascita, e li accompagna fin verso il periodo che va dal ventunesimo al ventottesimo giorno di età. Ecco perché chi alleva inizia lo svezzamento intorno al venticinquesimo giorno dalla nascita.

I cuccioli, in quell'età, iniziano a controllare la loro attività di evacuazione.

E' importante sottolineare che ogni cucciolo viene accudito dalla madre. Ciò è molto importante per lo sviluppo della sensibilità e della maturazione tattile.

I cuccioli, nella loro attività d'orientamento, sono fortemente influenzati dal tatto e probabilmente stimolati da fattori gustativi, in quanto nascono sordi, ciechi e anosmici.

Il gusto è sicuramente ben sviluppato in questo periodo: infatti, se si depongono alcune gocce d'acqua zuccherata nella bocca del cucciolo, si nota un movimento di suzione e di successiva deglutizione. Al contrario, se si depongono alcune gocce di limone, si nota un raggrinzimento del muso e scialorrea.

Nel periodo neonatale, che va dalla nascita al decimo/dodicesimo giorno, ma soprattutto in quello successivo, definito periodo di transizione, si definiscono progressivamente, le capacità percettivo sensorie.

In tali periodi della vita dei cani, aumentano le capacità motorie. I cuccioli iniziano ad ergersi sugli arti ed abbandonano progressivamente movimenti striscianti.

Nel periodo di transizione si ha la definitiva acquisizione delle capacità percettivo sensorie: è la vista, il primo senso che si definisce in questo periodo. Tale definizione si concretizza tra il decimo ed il sedicesimo giorno dalla nascita. Verso il decimo/undicesimo giorno dalla nascita, i cuccioli aprono gli occhi. Il riflesso pupillare a questa età è ancora lento, ma rapidamente dopo qualche giorno, completa la sua funzionalità. Le nuove possibilità visive, che caratterizzano i cuccioli, modificano alcuni comportamenti espressi essenzialmente fino ad ora, tramite i riflessi primari. Il senso del tatto perde il suo stato predominante e spariscono i riflessi primari relativi alla ricerca del capezzolo ed il riflesso labiale. E' proprio tra il ventesimo ed il venticinquesimo giorno dalla nascita che si sviluppa nella cucciolata l'orientamento visivo.

La veloce crescita e la definizione delle capacità percettivo sensorie modificano profondamente in questo periodo il comportamento e l'attività dei cuccioli. Il tempo dedicato al sonno si riduce al 60-70% durante la giornata.

Nel periodo di veglia, si alternano le poppate, ma hanno genesi alcune espressioni d'attività esplorativa, che coinvolgono tutti i piccoli. Verso il tredicesimo giorno di vita, i cuccioli, pur essendo ancora sordi, emettono i primi nuovi suoni, lievi brontolii e brevi abbai. Le capacità uditive si definiscono completamente verso la conclusione del periodo di transizione. E' facile testare le capacità uditive dei cuccioli. L'espressione di un rumore non abituale, li fa sussultare. Questo test va realizzato per escludere la sordità dei piccoli e diventa d'obbligo per le razze con grande incidenza della sordità congenita.

Il periodo di transizione e la definizione delle capacità percettivo sensorie consentono ai cuccioli di sviluppare dipendenza affettiva specifica nei confronti della madre, e la loro rinnovata sensibilità introduce i piccoli a "subire" il processo di imprinting.

La cucciolata riesce a memorizzare la forma del corpo della madre, gli odori e le sue espressioni vocali, che per i cuccioli diventano significative. L'identificazione della madre conduce i piccoli ad un legame affettivo importante. Solo la presenza della madre può calmare i cuccioli, solo al fianco della madre il cucciolo si sente sicuro di iniziare a questa età, l'attività esplorativa. L'attaccamento dei piccoli alla madre diventa significativo per i processi di imprinting. In questo periodo che ha inizio nel periodo di transizione e si conclude verso i novanta giorni dalla nascita, i cuccioli capiscono a che specie appartengono, cioè identificano "il simile", ed individuano partner sociali disponibili. Questa particolare fase di crescita sensibile è strettamente collegata ad un momento peculiare dello sviluppo del Sistema Nervoso Centrale. Ciò lo rende un periodo particolarmente delicato. Se un cane non vive esperienze sociali di contatto con madre e fratelli in questo lasso di tempo, in seguito non potrà più essere sensibilizzato.

La mancanza di queste esperienze provvidenziali, crea nel soggetto che le patisce un danno sociale irreversibile. Se un cucciolo è sottoposto ad isolamento sociale non potrà acquisire le basi del comportamento di gruppo e risulterà sprovveduto in quanto a sistemi di relazione cospecifica.

Ecco perché l'isolamento, in questo periodo sensibile, è da considerare una forma di maltrattamento.