Questo sito è dedicato a tutti coloro i quali amano i cani, desiderano capire il loro comportamento e le loro necessità, e vogliono avere un amico fedele, educato e felice... Se tu sei fra di loro, puoi entrare!
Con il termine motivazione si definisce l'insieme dei processi interni reversibili responsabili del cambiamento del comportamento. Se si è fini ed attenti osservatori del comportamento dei cani, si può notare che non solo gli animali rispondono differentemente a diversi stimoli ambientali, ma che essi cambiano le loro risposte di comportamento ai medesimi da un momento all'altro. I lupi, ad esempio, quando sono sazi, possono ignorare la preda che in altri momenti avrebbero sicuramente cacciato. Teorizzando si può quindi affermare che, se l'ambiente esterno nel suo complesso è stabile e durevole, i cani possono cambiare il loro comportamento in seguito a mutamenti del loro stato interno.
La combinazione di uno o più diversi stimoli ambientali può essere diversa di volta in volta e determinare così, da parte dell'animale, risposte comportamentali diverse. Una determinata risposta comportamentale può essere influenzata da tendenze preesistenti a rispondere in altri modi. Diversi studi sono stati condotti in etologia sulla motivazione e ciò riguarda i cambiamenti dello stato interno dell'animale che alterano la sua risposta a caratteristiche costanti dell'ambiente. I cambiamenti motivazionali dello stato interno del cane sono reversibili, e perciò distinguibili da quelli provocati da processi del tutto diversi, come l'apprendimento e lo sviluppo. La scala temporale dei cambiamenti strutturali tende ad essere più lunga di quella dei cambiamenti motivazionali, inoltre questi ultimi avvengono ad un più alto livello d'integrazione nervosa rispetto alle alterazioni limitate alle vie sensorie o motorie. I processi di apprendimento nei cani sono indubbiamente influenzati dalla motivazione. Lo studio degli impulsi interni ed esterni, dalla cui somma ha origine l'espressione di un comportamento, è definita analisi motivazionale.
Tra i principali fattori o impulsi interni da cui possono avere origine comportamenti specifici, si trovano gli stimoli sensoriali interni. Essi sono percepiti da speciali recettori posti all'interno del corpo dell'animale. Il comportamento alimentare che caratterizza l'istinto di mantenimento ne è una espressione. Gli ormoni sono da considerarsi un fattore altrettanto importante e la loro concentrazione nel sangue può influire ad esempio sul comportamento di riproduzione o caratterizzare il tasso di aggressività. Alcuni comportamenti che si presentano con regolarità, cioè in precise ore del giorno o in particolari periodi dell'anno, cadenzate dall'orologio biologico che "accompagna" il cane, sono controllati da fattori interni e non da fattori esterni. L'età del soggetto preso in esame ed il suo grado di maturazione condizionano il comportamento esibito dall'animale in presenza di uno stimolo identico. In altre parole, si può affermare che un cane si comporta in modo diverso ed esibisce reazioni differenti quando sottoposto allo stesso stimolo a seconda del livello di maturazione raggiunta. Una particolare osservazione va riservata ai cosiddetti "conflitti motivazionali" quando particolari situazioni sviluppano all'interno dell'animale tendenze antitetiche. Frequentemente è riscontrabile il conflitto che un cane può mostrare quando emergono contemporaneamente la tendenza ad avvicinarsi al proprietario e quella opposta di sfuggirlo. Quando il fedele amico è lontano dal proprietario la tendenza ad avvicinarsi è più forte rispetto a quella di fuggire, mentre quando il padrone è più vicino accade il contrario. Le situazioni enunciate rappresentano i due estremi, ma esiste anche un punto di equilibrio in cui il cane assume un atteggiamento ambivalente normalmente rappresentato da una posizione di stallo.
Questo comportamento è spesso causato dalla poca "confidenza" che lega i due soggetti. Se un proprietario si mostra incoerente applicando la legge "del bastone e della carota" l'espressione conflittuale potrebbe essere marcata. Alcuni inneschi motivazionali sono facili da applicare e se vanno a far leva su istinti innati, memoria di razza o attitudini soggettive del cane, danno luogo a processi di memorizzazione ottimale e performances cinofilo sportive eccellenti. E' facile motivare un Retriever nella pratica del riporto è più difficile realizzarlo con un Siberian Husky. Il nocciolo della questione "motivazionale" sta nella capacità di "accendere" all'interno della mente del cane quel motore che lo conduce ad esprimere il comportamento desiderato. Un ruolo decisivo a questo proposito lo gioca la tecnica didattica. Ecco perché ci sono Super Istruttori, Bravi Istruttori, Istruttori inventati e fanfaroni.
Il Super Istruttore è colui che riesce a motivare cane e padrone, che rende piacevole al proprietario il fatto di insegnare e dilettevole per il cane apprendere; questo tecnico conosce tutti i "perché".
Il Bravo Istruttore è colui che insegna sforzandosi di trasferire buone idee e tecnica didattica, ricercando i risultati in breve tempo e che conosce quali siano le chiavi di comprensione del comportamento del cane.
Gli Istruttori inventati sono quelli che devono ancora addestrare il proprio cane e pensano di essere in grado di addestrare quello degli altri.
I fanfaroni sono quelli che non saprebbero motivare un topo all'interno di un magazzino di formaggio; tutto questo può sembrare "cinofollia".
Personalmente credo che la motivazione sia influenzata anche dal rapporto intercorrente tra cane e padrone. Se la leadership è detenuta dal proprietario in modo autorevole, si potrà notare un aumento della "sensibilità di ascolto" nel cane. Diventerà più facile per questo proprietario comunicare con il cane e far intendere che un determinato comportamento è apprezzato ed importante. Gli inneschi motivazionali sono pertanto più complicati di quanto normalmente ci si aspetti, perché coinvolgono anche questioni assolutamente personali e soggettive. Quel particolare stimolo che è di grande interesse per un cane, può essere assolutamente irritante o noioso per un altro. Ecco allora che alcune delle caratteristiche più importanti di un buon Istruttore sono l'osservazione e l'adattabilità. Che cosa ho davanti? Che caratteristiche ha il proprietario? Cosa piace al fedele amico? Quali tecniche di aiuto posso utilizzare per insegnare? Solo dopo questa analisi si può pensare di insegnare evitando di standardizzare gli approcci, evitando di "far di tutta l'erba un fascio".