Questo sito è dedicato a tutti coloro i quali amano i cani, desiderano capire il loro comportamento e le loro necessità, e vogliono avere un amico fedele, educato e felice... Se tu sei fra di loro, puoi entrare!
Il 24% degli Italiani proprietari di cani sono preoccupati del comportamento dei loro beniamini a quattro zampe. E' una percentuale elevata se si pensa che il cane non dovrebbe aumentare i problemi che una persona, ma, anzi, dovrebbe facilitarne la risoluzione di alcuni.
Spesso il cane con i suoi comportamenti non risponde a pieno alle aspettative del proprietario che forse non conosce attitudini e peculiarità soggettive che caratterizzano il proprio cane.
Così iniziano spesso incomprensioni che finiscono per ridurre la confidenza che invece dovrebbe regnare tra cane e padrone.
Frequentemente è il proprietario che tende ad influenzare il comportamento del cane, ma molto spesso è il fedele amico che riesce ad influenzare il comportamento dell'uomo.
Così ci sono proprietari che "vanno... dove ti porta il cane", parafrasando il titolo del famoso libro di Susanna Tamaro. I cani primitivi, vale a dire i soggetti selvaggi che sono i capostipiti dell'attuale cane domestico, non erano influenzati che in minima parte dall'uomo. Essi, molto spesso, erano assolutamente autonomi nel procacciarsi il cibo. Il cane domestico invece dipende ormai totalmente dalla ciotola del proprietario, perciò il cane non deve più preoccuparsi della ricerca del cibo e l'uomo impiega questo guadagno d'energia, occupando il cane nell'agility, nell'obedience, ed in un notevole numero d'attività diverse.
Se si paragonano i rituali comportamentali del lupo con quelli del cane, si può notare che in quest'ultimo i comportamenti si sono modificati, ritardati o accelerati, spesso sono mancanti d'alcune espressioni, a volte incompleti.
Chi osserva il Border Collie nel drive sulle pecore potrà notare che il cane da pastore osserva gli ovini con il caratteristico sguardo del predatore. Il suo comportamento è molto simile a quello del lupo a caccia, ma nel Border Collie è stata inibita l'ultima fase di questo comportamento, vale a dire la cattura e l'uccisione della preda.
Il Bracco Italiano, nelle pratiche venatorie, esprime movenze di cerca che ricordano le battute che il lupo attua nel tentativo d'individuazione della preda, quando il Bracco Italiano ha la percezione olfattiva della preda, si blocca ed assume quella posa statuaria definita "ferma". Anche nel Bracco Italiano è stata inibita l'ultima espressione della caccia del lupo, la cattura e l'uccisione della preda per scopi alimentari.
Il Pastore Tedesco, impiegato nella guardia alla proprietà, difende il territorio individuando un'area come propria ed attuando, in questa zona, la difesa attiva del territorio. Il lupo scacciava "invasori" ritenuti competitori per le risorse di sopravvivenza disponibili nel suo territorio; il Pastore Tedesco si deve limitare a segnalare l'arrivo di uno sconosciuto ed all'ordine del Proprietario... accoglierlo nella "tana".
Il lupo, in effetti, è paragonabile ad un decatleta, un soggetto che si destreggia in diverse discipline, ma che non eccelle in nulla. Il lupo segue piste, salta ostacoli agresti, si impegna in agguati, difende il territorio, rincorre la preda, combatte. L'uomo ha invece selezionato caratteristiche specifiche, celebrando con le razze, attitudini e peculiarità, costruendo con interventi zootecnici, il cane da seguita, il cane da guardia, il cane da ferma, il cane da difesa, ecc.
Il cane domestico non ha perduto tutti i comportamenti del lupo.
La demarcazione del territorio è una di quelle espressioni rimaste attive, anche se le finalità di questo comportamento si sono in parte modificate. Nei lupi, la coppia Alfa deposita un gran numero di segnali su oggetti sporgenti, mentre i lupi di rango inferiore segnano meno spesso il territorio.
Ciò dimostra un grande psichismo che caratterizza i lupi ed i cani, che danno grande importanza al ruolo gerarchico, in quanto ad inibizioni comportamentali. Il significato dei marcaggi del territorio è mutato: il lupo delimita il suo territorio con lo scopo di non consentire l'invasione di dette aree, a membri di altri branchi o soggetti ritenuti antagonisti. Nel cane, questi marcaggi hanno valenze di scambio d'informazione, senza assumere più quel valore così rigido che invece assumeva nel lupo.
I rituali e le posture emesse dai cani sono ancora molto simili a quelle del lupo, e ciò è di pertinenza dell'imprinting, un particolare periodo in cui il cane apprende dalla madre tutti i rituali specie specifici.
Quest'analisi parallela tra lupo e cane porta a far pensare che il nostro fedele amico ha tradizioni "selvagge" e come le sue origini, ancor oggi, caratterizzino per certi versi, il comportamento. La domesticazione del cane non deve "snaturare" completamente le sue origini, ma consentire all'amato Fido di continuare a mantenere un legame "culturale" con le sue radici.
Un cane, cui non è data la possibilità di affermare la sua discendenza lupina, diventa inesorabilmente schiavo dell'uomo. Ai proprietari di cani preoccupati del comportamento del loro amico a quattro zampe è richiesto, dalla magnifica specie canina, la documentazione culturale, su attitudini, esigenze, pregi e difetti del cane.
Se ci si conosce... ci si comprende!!!