Questo sito è dedicato a tutti coloro i quali amano i cani, desiderano capire il loro comportamento e le loro necessità, e vogliono avere un amico fedele, educato e felice... Se tu sei fra di loro, puoi entrare!
Pur non essendo raffinati osservatori, balza immediatamente agli occhi lo straordinario dimorfismo somatico che caratterizza la specie canina, basta pensare alle differenze tra un Alano Tedesco ed un Cane Nudo Cinese.
Altri animali che popolano il mondo terrestre sono caratterizzati da questa particolarità, come, ad esempio, i pesci e gli uccelli.
Nel panorama razziale canino, l'uomo ha messo mano profondamente, caratterizzando i cani a proprio uso e consumo, modellandone corpo, carattere ed attitudini.
I cani sono stati incrociati fra razze ed a volte si è arrivati a strane miscellanee, chiamate ai giorni nostri cani cocktail o fantasia. I cani, nel corso del tempo, sono stati rimpiccioliti, allungati e modificati. Il muso è stato accorciato tanto da spingere fuori gli occhi, variando la lunghezza della canna nasale fino a ridurre la capacità di visione bifocale. I peli davanti agli occhi, cresciuti a dismisura, impediscono spesso la visione, le orecchie allungate fino sul pavimento, rendono i cani quasi sordi. Interventi chirurgici eliminano le code. Tutto questo fa pensare che, "la costruzione del cane" sia stata caratterizzata da attività zootecnica di selezione ed occasionalmente, da interventi di chirurgia estetica.
Lucidamente è possibile rendersi conto che il "tipo originale" della specie è andato perduto; diventa quindi difficile, se non addirittura impossibile, identificarlo.
La specie canina, attraverso l'accoppiamento selettivo, ha mostrato una gran capacità di modificazione nella forma e nelle dimensioni. Gli accoppiamenti selettivi hanno portato alla creazione di razze che, se non controllate ed allevate dall'uomo, non avrebbero le caratteristiche funzionali necessarie per la sopravvivenza.
Tutto questo ha portato ad ottenere una moltitudine di fenotipi distinti, che consentono l'identificazione delle attuali razze canine. Dalle pubblicazioni disponibili ai giorni nostri si evince che, in momenti diversi del passato, si sono contate al mondo più di duemila razze, quattrocento delle quali ancora oggi esistenti.
I Kennel club nazionali detengono i libri genealogici, detti pedigree, caratterizzati da rigorosi standard fenotipici, dai quali si deduce che la maggior parte delle razze ha avuto origine in Europa, Africa e Cina.
La Gran Bretagna, ad esempio, ha selezionato in modo particolare soprattutto cani ad uso venatorio (Setter, Pointer) e il lavoro zootecnico si è spesso concentrato su cani di piccola taglia (Yorkshire, Shetland Sheepdog, Welsh Corgi, Fox Terrier, Beagle).
La Germania ha curato maggiormente la selezione di cani da pastore ed in generale ha contribuito allo sviluppo di razze da guardia (Pastore Tedesco, Dobermann, Rottweiler, Riesenschnauzer, Hovawart, Volpino di Pomerania).
Le caratteristiche fisiche ereditarie specie-specifiche dei cani sono state modificate drasticamente nel corso del tempo. Tali cambiamenti giocano un ruolo importante per spiegare la vasta gamma di forme, dimensioni, differenze di costituzione ed, in certa misura, le malattie che una razza può contrarre.
Per capire il nostro fedele amico a quattro zampe, con tutte le sue variabili razza-specifiche, all'interno di un'unica specie, è necessario conoscere e studiare il profilo del cane antico ed ipotizzare come si siano sviluppati questi tipi diversi.
Dalla bibliografia di cui si dispone e dalle informazioni relative a reperti storici, seppur rare e frammentarie, è possibile formulare alcune ipotesi.
L'origine del cane è ricollegata in entrambi gli emisferi terrestri e la sua addomesticazione sembra sia avvenuta in almeno tre aree distinte. Lupi e coyote dell'emisfero settentrionale ricordano molti cani che si avvicinarono all'uomo e che istituirono relazioni sociali. Nell'emisfero meridionale, lo sciacallo ed il dingo ricordano nelle linee morfologiche molte razze di cani domestici.
Questi dati confermano la convivenza della specie canina con quell'umana dove sono state registrate forme di civilizzazione in Europa meridionale, Africa, Estremo Oriente e Cina.
I cosiddetti cani randagi, lottano per la sopravvivenza giorno dopo giorno nei bassifondi delle città, nelle zone depresse e trovano cibo nelle discariche o sono adottati e nutriti da gruppi di persone sensibili. Branchi di cani inselvatichiti si formano, invece, da soggetti che abbandonano l'ambiente domestico dove la vita si basa sul normale rapporto uomo-cane e vanno alla ricerca di un habitat simile a quello del cane atavico.
La storia della famiglia Canidae è fatta risalire a prima dell'epoca olocenica (8000 a.C.); i soggetti appartenenti allo stesso branco erano simili al lupo ed avevano una grande assonanza genetica.
Il cane si è allontanato dagli altri membri di questa famiglia tassonomica (lupo-sciacallo-dingo), quando la sua natura è diventata meno aggressiva e più disposta ad interazioni sociali interspecifiche. Il cane ancestrale ha subito una grande attrazione dall'uomo e dal suo stile di vita.
Diversi autori indicano che, all'inizio dell'era pleistocenica, il cane o qualche canide addomesticato accompagnava la vita dell'uomo.
Vi sono, in natura, altre forme di stretta collaborazione tra esseri viventi appartenenti a specie diverse.
La Zebra (equino), ad esempio, consente alla Bufaga (uccello), di appoggiarsi sulla schiena e di alimentarsi ingurgitando i parassiti che risiedono tra il suo pelo. La zebra ne ricava un beneficio per il trattamento antiparassitario, mentre la bufaga trova una valida fonte d'approvvigionamento di cibo.
Il Paguro Bernardo e l'Attinia sono presi ad esempio a sostegno delle forme di cooperazione tra individui appartenenti a specie diverse. Il Paguro consente all'Attinia di insediarsi sulla sua chiocciola ricavandone un vantaggio difensivo, perché l'Attinia dispone di tentacoli urticanti, veri strumenti di salvaguardia. L'Attinia beneficia di questo trasporto, in quanto il Paguro è un forsennato camminatore e vede così moltiplicate le sue possibilità di trovare cibo.
Il cane ancestrale ha subito diverse variazioni, ma sicuramente tali cambiamenti hanno caratterizzato anche l'evoluzione d'altri membri della famiglia tassonomica, come il lupo, lo sciacallo, il dingo. Le forme e le dimensioni, sono andate col passare del tempo, modificandosi.
Pare che il cane ancestrale, nell'età adulta, raggiungesse un peso variabile tra i 18 e i 30 chilogrammi. L'aspetto comportamentale di rilievo, che ha giocato un ruolo decisivo per l'istituzione della relazione tra uomo e cane, è da ritenersi lo sviluppo di una forma d'affezione espressa dal cane nei confronti di gruppi umani. Il cane ancestrale ha abbandonato atteggiamenti di sfiducia, diffidenza, astuzia e ferocia che invece sono rimaste caratteristiche del lupo, dello sciacallo e del dingo.
Probabilmente anche l'ordinamento sociale che caratterizza l'uomo ed il cane ha avuto la sua importanza. L'ordinamento sociale del cane è verticale e la vetta della scala gerarchica è detenuta dal capobranco. Il Leader è colui che ha il potere di decisione ed i membri del branco lo rispettano e lo stimano. L'ambizione alla determinazione di un elevato ruolo gerarchico caratterizza i cani ma molto spesso anche gli uomini. Fin da bambini identifichiamo il capo-classe, il capo-squadra, il capo-fila, poi il capo-famiglia, il capo-ufficio, il capo-officina e quando siamo malati da ricovero la capo-sala.
Il rivestire posizioni di rilievo conduce allo stato di dominanza, caratteristica del branco di canidi. Il cane ancestrale ha trasferito l'istinto di branco verso l'uomo, spesso preferendolo alla convivenza con i propri simili.
L'uomo, essere intelligente ed abile, aveva in ogni caso bisogno d'aiuto per sopravvivere ed il cane disponeva di due caratteristiche importanti: una straordinaria velocità che gli consentiva di catturare piccoli animali, e la forza per prevalere in gruppo, su prede più grandi. Dalla convivenza con l'uomo, il cane ha ricavato sicurezza e condivisione del giaciglio e del cibo. Il binomio cane/uomo si è quindi formato per reciproco beneficio. La lealtà del fedele quattro zampe verso l'uomo è persistente ed è con certezza uno dei motivi della durevole convivenza tra due specie così dissimili.
La specie Canis familiaris ha mostrato nel corso del tempo una straordinaria capacità di cambiare dimensioni, forma, colore e comportamento sotto l'influenza della selezione praticata dall'uomo. L'allevamento ha limiti letali che sono rappresentati dal nanismo, dal gigantismo e da certe mutazioni cromatiche, come il grigio letale. L'attività zootecnica è riuscita a controllare forme di nanismo che caratterizzano alcune delle razze oggi disponibili. Il cane dispone di 78 cromosomi e nell'accoppiamento con alcuni membri della famiglia Canidae può generare ibridi. La notevole azione della selezione naturale praticata dalla natura fa pensare che il cane ancestrale abbia, certamente, generato ibridi, riproducendosi con caratteristiche di taglia, forma, colore e comportamento costanti.
Il nostro trottolino che ci gira attorno nell'ambiente del focolare domestico proviene quindi da molto lontano. Il cane attuale ha una sua storia, un suo corredo, una sua conoscenza a priori, qualcosa di istintivo e di innato che entusiasma le fantasie di coloro che hanno un cane, o che come me, tentano di entrare nella sua mente per interpretare desideri e pensieri. Cercherò di trasferire nei miei scritti quello vedo e quello che interpreto nella quotidiana relazione con i miei ed altrui cani, nella speranza di rendere un buon servizio alla tanto amata specie canina.