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L'ansia da separazione nei cani

L'ansia da separazione dei cani è rappresentata dal timore o dall'avversione all'isolamento. Le espressioni di questo disagio sfociano normalmente in comportamenti indesiderati. L'ansia da separazione rappresenta una delle più comuni cause dei problemi di comportamento. I giovani cani, essendo animali sociali, sviluppano rapidamente un grande legame affettivo nei confronti del gruppo famigliare e molto velocemente identificano il "capobranco". Questo tipo di rapporto implica fiducia ed un sano legame votato alla cooperazione di branco. Tuttavia, quando un cane dipende eccessivamente dal proprietario, possono sorgere problemi ricollegabili all'ansia da separazione.

I comportamenti mostrati dal cane che soffre di ansia da separazione, e che sono da ritenersi segnali di stress, possono essere molteplici: minzione e defecazione in zone inadatte, comportamento distruttivo, autolesionismo, richiesta di attenzione (gemiti), depressione ed iperattività. Queste espressioni comportamentali posso avere altre cause, ma se gli stereotipi di comportamento sono esibiti dal cane in assenza del proprietario o si presentano appena dopo la sua partenza, in questo caso, l'ansia da separazione può essere la causa più probabile.

E' buona regola accertarsi che il comportamento anomalo non sia causato da problemi di origine organica. Vi sono alcuni fattori che contribuiscono all'insorgere del problema comportamentale definito ansia da separazione e tra questi vi è una anomala predisposizione alla dipendenza. Un cane timido, pavido, insicuro e che non ha sviluppato autostima è un probabile candidato alla patologia. Anche gli eventi traumatici che possono caratterizzare la vita del cane possono predisporre all'ansia da separazione, così come un precoce distacco dalla madre. Durante il mio lavoro di analisi del comportamento dei cani, mi è capitato di diagnosticare "ansia da separazione" causata da improvvisa variazione ambientale, cambio di proprietario e stile di vita o lunga assenza di un soggetto della famiglia reputato "gerarchicamente importante". Anche l'arrivo di un nuovo membro famigliare, come ad esempio un bambino o un altro animale, può essere causa dell'insorgere di ansia da separazione.

I cani afflitti da questa patologia comportamentale reagiscono diversamente. Alcuni esprimono un solo comportamento problematico, altri esibiscono una serie di azioni indesiderate. Molti soggetti riescono a percepire quando il loro proprietario sta per uscire ed a volte diventano ansiosi ancor prima che il padrone lasci la casa. Questi cani seguono il proprietario di stanza in stanza agitandosi e lamentandosi. Alcuni soggetti possono anche avere espressioni aggressive. Il livello di stress accompagnato da agitazione del cane raggiunge il picco più elevato nei trenta minuti successivi la partenza del proprietario. Solitamente, in questo lasso di tempo si verificano danni a mobili e suppellettili. I cani che soffrono di ansia da separazione graffiano porte e finestre, grattano il pavimento nell'improbabile tentativo di seguire il Padrone. Alcuni soggetti masticano e rosicchiano oggetti di famiglia o cose appartenenti al proprietario, altri urinano e defecano in casa. I cani che soffrono di questa patologia comportamentale e che esprimono depressione possono rifiutare cibo e acqua e in casi rari manifestare diarrea, vomito e forme di automutilazione. Al ritorno del proprietario questi cani manifestano saluti prolungati fatti di gemiti e movimenti agitati e convulsi.

Il trattamento di questo disturbo di comportamento prevede di agire in alcuni casi sulla causa e sull'effetto, in altri di condizionare esclusivamente l'effetto. L'uso e l'abitudine alla gabbia casalinga conduce il cane a tranquillizzarsi all'interno della "tana", evitando l'escalation emotiva nei cruciali primi trenta minuti. L'abitudine all'obbedienza domestica rafforza il rapporto tra cane e padrone e se i metodi didattici sono adatti e gentili, aumenta la sicurezza del cane. Se l'animale vive l'addestramento in modo positivo e prova la soddisfazione del successo, sviluppa rapidamente autostima e la situazione potrebbe migliorare velocemente. Questi metodi agiscono sull'effetto e non sulla causa, tuttavia conducono il cane a comportamenti maggiormente contenuti.

La punizione è controproducente. Punire il cane quando si mostra ansioso peggiora la situazione ed il suo stress aumenterà ad ogni partenza del proprietario. Il metodo più frequentemente utilizzato per trattare questo disturbo di comportamento è rappresentato dal controllo delle partenze e degli arrivi da parte del proprietario. E' necessario poter registrare, tramite videocamera, il comportamento del cane, leggere le posture del suo corpo ed i suoi atteggiamenti. Il proprietario deve sottoporre il cane a ripetute partenze ed i tempi di assenza devono essere brevi, bisogna ricordare che il periodo critico sono i primi trenta minuti dalla partenza del padrone, perciò è necessario ridurre l'assenza a pochi istanti. L'utilizzo della videocamera consentirà al proprietario di tornare prima che lo stato ansioso abbia inizio o che raggiunga livelli elevati. Il proprietario prima di uscire deve accertarsi che il cane non sia sovreccitato e non deve dilungarsi in saluti inopportuni. Lentamente, in progressione andranno aumentati i tempi di assenza fino al raggiungimento dei "delicati" trenta minuti.

Il proprietario, successivamente, potrà assentarsi per maggior tempo. Superato il tempo di novanta minuti, con un corrispondente comportamento corretto da parte del cane, si potrà lasciare l'amato Fido solo anche per l'intera giornata. La partenza ed il ritorno del Proprietario dovrebbero essere caratterizzati da calma, tranquillità ed equilibrio, evitando così eccessiva eccitazione da parte del cane. E' buona regola adottare atteggiamenti caratterizzati da passività, così non bisogna dare attenzione quando il proprietario si assenta e nemmeno elogi, al ritorno. Eccessiva attenzione alla partenza ed al ritorno sembrano aumentare l'ansia durante la separazione. Nei casi in cui il cane presenti un attaccamento morboso nei confronti di una persona, si può istituire un periodo di tre settimane in cui il proprietario deve ignorare completamente il soggetto.

Molto spesso risulta efficace lasciare un "compito" al cane prima della partenza: un osso da rosicchiare, il cubo o la palla per l'attivazione mentale, conducono il cane a distrarsi evitando stress. Anche lasciare la TV accesa o far sentire al cane rumore domestici quotidiani può dare beneficio. E' necessario fare attenzione affinché il cane non associ la "concessione" con la partenza del Proprietario, pertanto è necessario ricollegare il gioco o l'osso a situazioni precedenti di sicurezza. Sono attualmente disponibili farmaci che possono aiutare il trattamento dell'ansia da separazione. Personalmente non ritengo efficace il solo trattamento farmacologico. Per avere buoni risultati è necessario prevedere, nei casi più difficili, l'uso del farmaco (ansiolitico), in abbinamento a terapia comportamentale. Il compito del farmaco è quello di contenere a livelli accettabili lo stato d'ansia: la terapia comportamentale serve per controcondizionare il soggetto. Il problema dell'uso di alcuni farmaci è l'eccessivo effetto di sedazione che li caratterizza.

Alcuni soggetti, a cui è dispensata la sostanza medicinale, dormono profondamente e non sono trattabili con terapia comportamentale. In questo caso, se si sospende l'applicazione del farmaco, il problema persiste. Personalmente ritengo che la prevenzione sia la soluzione più efficace e naturale. Fin da cucciolo, il cane deve capire che vi sono momenti in cui il Proprietario non ha tempo per lui, il giovane cane deve riuscire a rimanere da solo in tranquillità. La tenera età del piccolo aiuta questa situazione in quanto, dopo il gioco c'è l'alimentazione e dopo l'alimentazione il riposo. E' un proprietario maldestro colui che non stacca mai da se il cucciolo e che continua a compatirlo con infiniti "poverino". E' buona regola seguire ed educare il cane, ma è necessario preventivare subito, periodi di "sereno isolamento", perché il nostro amato cane deve saper stare da solo senza essere terrorizzato da questo fatto. Tutto va gestito con armonia e tranquillità. Se il vostro cane è affetto da ansia da separazione, intervenite immediatamente per risolvere il problema. Se il cane vive per molto tempo questo tipo di stress, può ammalarsi e soprattutto diventa ogni giorno più difficoltoso porvi rimedio. E' necessario contattare il Veterinario ed il Comportamentista esperto in psicologia canina e pianificare un programma che preveda trattamenti farmacologici (se necessari) e comportamentali.

Nei casi più difficili si può preventivare il ricovero per due settimane in centri specializzati, dove il cane è inserito in coppia o gruppo di cospecifici e a step-to-step viene abituato a rimanere solo in tranquillità. Concludo affermando che l'ansia da separazione può diventare un serio problema di convivenza. Lavorare in prevenzione è logico, ecco perché è necessario che gli Allevatori, gli Educatori Cinofili, i Veterinari e tutti gli operatori del settore, diffondano una sana cultura cinofila fin da quando il cane entra negli ambienti domestici e nel gruppo sociale dell'uomo.

Questo è il motivo per cui ho deciso di pubblicare questo mio scritto.